Era da tempo che cercavamo un’azienda come I Chicchi!

Leggete l’articolo e scoprirete perchè!

L’azienda I “Chicchi” nasce nel 2013 ad Ardea, dalla volontà di Enrico e Federica di coltivare nel modo più rispettoso possibile della natura e di creare un’ecosistema in perfetto equilibrio, dove la parola chiave fosse “biodiversità”.

Nella tenuta è infatti possibile ammirare qualsiasi specie animale e floreale, con una varietà di colori che lascia incantati.

Torniamo però al 2013! Enrico e Federica decidono di impiantare, in un ettaro di terra, 3 tipi di uve:

Cabernet sauvignon, il Cabernet franc, Grenache (Cannonau).

La scelta non è casuale. Il territorio dove sorge la cantina è infatti un territorio molto particolare.

Ci troviamo ad Ardea, a pochi chilometri da Roma e a due passi dal mare.

Questo territorio si formò a seguito delle eruzioni del grande Vulcano Laziale. avvenute in tempi antichissimi.

Il territorio presenta quindi una parte di argille marine, costituite dalle acque del Mar Tirreno, che un tempo coprivano la zona, ricoperte da lave e tufi, materiali eruttati dal Vulcano Laziale.

Siamo in presenza quindi di terre limose/argillose e sabbie pozzolaniche, con sottosuolo tufaceo/calcareo. Il territorio è inoltre ricco di acque sorgive. 

La ricchezza di questi terreni è dunque unica e si ritrova nei vini, come vedremo tra poco!

Il vigneto è esposto a sud/est ad una altitudine massima di 70 metri s.l.m. ed è distante 9 km lineari dal Mar Tirreno. Quasi tutti i giorni spira vento marino.

Nelle vicinanze del vigneto abbiamo boschi con sughere, querce, olmi e un sottobosco tipico della macchia mediterranea.

La scelta è stata chiara fin da subito: coltivare in regime biodinamico e vinificare in modo naturale, per offrire dei prodotti che rappresentino in modo fedele ogni singola annata.

In vigna, come accennato prima, regna la biodiversità. In cantina non vengono utilizzate pratiche enologiche che stravolgano il prodotto che madre natura ci consegna.

 

 

Andiamo ora a dare un’occhiata ai vini della cantina che abbiamo avuto il piacere di assaggiare.

La produzione è composta al momento da 2 vini:

  • TORREBRUNA: Taglio bardolese composto da un blend di cabernet franc e cabernet sauvignon
  • MAROS: Rosato da cabernet franc, cabernet sauvignon e grenache.

Partiamo dal rosso assaggiato, il Torrebruna 2017:

 

 

Blend di Cabernet Franc (70%) Cabernet Sauvignon (25%) e Grenache (5%) da agricoltura biodinamica.

Il mosto ha fermentato in cemento per 17 giorni con lieviti indigeni. Affina 11 mesi in cemento ai quali seguono 8 mesi in legni usati tra tonneaux e barrique. La produzione conta di 2400 bottiglie.

Al naso sprigiona moltissimi sentori. Si distinguono subito una nota di pepe, seguita da peperone, mirtilli, ribes, liquirizia, mirto. Bella componente erbacea e richiami salmastri, di macchia mediterranea

In bocca è caldo, di corpo e offre una buona freschezza. Interessante la nota sapida. Il tannino è in evoluzione.

E’ un vino di carattere che non si fa dimenticare. Un rosso che non ha nulla da invidiare ad altri nomi più blasonati.

Passiamo ora al Maros, il rosato dell’azienda.

Abbiamo assaggiato il 2018. Ci troviamo di fronte ad un blend composto dal 60% di Grenache, dal 20%, Cabernet Franc e dal 20% di Cabernet Sauvignon.

La Fermentazione si svolge in contenitori di acciaio. La maturazione avviene parte in acciaio e parte in damigiane. Solo 500 bottiglie prodotte.

Al naso si distinguono ciliegia rosa pepe rosa lamponi fragole. Ritornano le note salmastre e di macchia mediterranea.

Al palato è piacevolmente fresco, sapido e di corpo.

Come potete vedere si tratta di due vini particolari, che seguono un processo di vinificazione molto interessante. Si sente nei prodotti una spiccata genuinità e si ritrova quell’attenzione posta in vigna e in cantina.

Una nota di merito va alle etichette: riportano infatti dei disegni molto particolari dell’artista/scultore Alessandro Stenico.

Le pratiche adottate sono premiate da prodotti che fino ad oggi avevamo fatto fatica a trovare nei dintorni di Roma. Questa realtà è la riprova di come il Lazio del vino stia facendo dei passi da gigante negli ultimi anni e si proponga anche come territorio fertile per sperimentare la coltivazione di vitigni che non era facile trovare fino a pochi anni fa.

Complimenti a Enrico e Federica per la passione che li guida e per la voglia di coltivare nella maniera più sostenibile possibile. L’azienda è in crescita e farà sicuramente parlare di sè.

Il rispetto per l’ambiente è la vera sfida che ci attende, e l’azienda “I Chicchi” lo ha capito bene!

2 pensieri su “I Chicchi – Vini naturali a due passi da Roma

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