Siamo venuti in contatto con Podere Sabbioni circa un anno fa.

Eravamo rimasti colpiti dal fatto che definissero i loro prodotti “i vini della selva.

Li contattammo per avere più informazioni in merito e capimmo che non ci poteva essere nome più azzeccato.

Perchè i vini della selva?

Perchè Podere Sabbioni sorge all’interno della riserva naturale dell’Abbadia di Fiastra, un luogo incontaminato e sinonimo di biodiversità, sui colli Maceratesi.

La Selva, di circa 100 ettari, è il cuore dell’area. Si tratta di un bosco a prevalenza di cerri, dove vivono numerosi animali selvatici.

La biodiversità e la purezza di questi territori si ritrovano nei vini dell’azienda.

 

In questo luogo incantevole, lontano da qualsiasi forma di inquinamento, Massimo e Maria Grazia coltivano i loro vigneti di Ribona, Montepulciano, Sangiovese e Chardonnay.

Pochi ettari vitati, per una produzione che si è fatta apprezzare fin da subito per la qualità e la sostenibilità.

Fanno parte delle 17 cantine italiane ad aver aderito al progetto V.I.V.A. sulla sostenibilità.

Il progetto nazionale V.I.V.A del Ministero dell’Ambiente mira a migliorare le prestazioni di sostenibilità dell’intera filiera vitivinicola attraverso l’analisi di quattro indicatori scientificamente riconosciuti e sviluppati sulla base di standard e normative internazionali: Aria (impronta climatica), Acqua (impronta idrica), Vigneto (impatto delle pratiche di gestione agronomica) e Territorio (impatto socio-economico-culturale).

Dopo una bella chiacchierata assaggiammo il loro Ribona Colli Maceratesi DOC che era stato appena nominato come miglior bianco nella top 100 di Golosaria 2019.

Le aspettative erano alte e ovviamente il prodotto non ci deluse, anzi.

Rimanemmo colpiti dalla genuinità del prodotto, realizzato in una maniera davvero artigianale. Già al naso si presentava con un ampio ventaglio di profumi, in cui spiccava una nota agrumata di scorza di limone e mandarino. Fiori bianchi, pesca gialla e miele andavano a completare il quadro olfattivo. Al palato non poteva non essere da meno. La facilità e la morbidezza con cui entra in bocca denota una maestria e una sapienza nel vinificare, ma soprattutto nel trattare la pianta. Freschezza, sapidità e finale lunghissimo per un vino che è vicino all’eccellenza.

 

Colli Maceratesi Ribona DOC - Podere Sabbioni

 

La produzione prosegue Ribona della famiglia, che affina per per qualche mese in acciaio per mantenere inalterate le caratteristiche del varietale. Il risultato anche qui è unico e il vino risulta più completo nel profilo aromatico rispetto alla versione base.

L’ultimo gioiello di casa è il Rosso Piceno DOC, composto per il 90% da Montepulciano e 10% da Sangiovese.

Una scelta mirata quella di dare prevalenza al Montepulciano, per dar vita ad un vino robusto e di carattere che non si fa dimenticare. Ampio spettro olfattivo e in bocca è caldo, vibrante, con un tannino ben presente.

A Podere Sabbioni sono convinti, come noi, che il vino si fa in vigna e non in cantina. La figura del vignaiolo è rimessa al centro della scena e valorizzata all’estremo. Il vignaiolo si riappropria della sua terra, delle sue piante, e svolge un ruolo primario nella riuscita del prodotto finale. Qui l’attenzione ai dettagli è massima e nulla viene lasciato al caso.

Se è vero che il territorio è ideale per la coltivazione, è altrettanto vero che raramente ci è capitato di entrare in contatto con figure professionali della caratura di Massimo, enologo e sommelier di grande esperienza.

La sua competenza per il vino emerge dal primo momento, e, attraverso i suoi vini, ci conduce in un viaggio all’interno delle sue terre.

Non ci sono dubbi sul fatto che questa realtà sia una perla rarissima nel panorama nazionale e averla scoperta ci riempie di orgoglio.

Possiamo infatti dire con certezza assoluta che è un’azienda di quelle che ci piacciono, cioè che opera nel senso di valorizzare il territorio, coltivando vitigni autoctoni nel rispetto dell’ambiente!

Se non è “local” questo!

Un pensiero su “I vini della selva – Podere Sabbioni

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