Oggi vogliamo parlarvi di una realtà che da qualche anno si sta facendo sempre più strada nel magnifico territorio del Sannio.

Stiamo parlando di Aziende Pietrefitte, cantina situata a Torrecuso, nel cuore del Sannio.

La famiglia Cutillo ha una lunghissima storia di conferitori alle spalle. Pochi anni fa la decisione di iniziare a vinificare e a realizzare i propri prodotti.

Parte così l’azienda di famiglia, con 8 ettari vitati che poggiano sulle soleggiate colline della località Pietrefitte.

La scelta è ricaduta sulla coltivazione dei soli vitigni autoctoni, Aglianico, Falanghina, Fiano, Piedirosso.

Il rispetto per la materia prima è testimoniato dalla scelta di produrre in conversione biologica.
Il processo di trasformazione è stato avviato nel 2015 ed è stato limitato, per scelta aziendale, esclusivamente alle uve dei propri vigneti, per poter offrire al consumatore un prodotto che rispetti determinati standard qualitativi e che sia monitorato dalla pianta alla bottiglia.

La leggera altitudine e i terreni argillosi, unitamente ad un’attenzione maniacale in ogni fase della produzione, creano delle condizioni ottimali per offrire prodotti di qualità.

I prodotti sono stati tutti valutati dai 90 punti in su da parte di Luca Maroni e stanno ricevendo sempre più apprezzamenti, in Campania e non solo.

Le bottiglie sono poi arricchite da un packaging di assoluto livello con etichette che riportano le opere dell’artista napoletano Mazzella, che sono state presentate alla 54esima Biennale di Venezia.

Passando brevemente in rassegna la loro produzione non possiamo non soffermarci sulla Falanghina fermentata in barrique che sta catturando sempre più attenzioni in giro per l’Italia.

E’ un prodotto molto di nicchia, che l’azienda produce in quantità limitata (1500 bottiglie annue) ma che dovranno ben presto aumentare.

Infatti questo è un prodotto straordinariamente riuscito, contro ogni aspettativa. Fino a pochi anni fa infatti sembrava quasi un sacrilegio far fare un passaggio in legno a questo vitigno.

Il prodotto finale è un simposio di profumi, inebrianti e ben distinti. Forte componente fruttata che va dalla pesca all’albicocca. Notevole anche la nota floreale.

Il sorso è l’emblema della piacevolezza e della morbidezza. Le componenti dure sono state ammorbidite dal legno, usato in una maniera molto sapiente.

Altra nota di merito va al Fiano. Un altro prodotto che fa della componente fruttata la sua forza. Sprigiona profumi di frutta gialla e di frutta secca, ed è perfetto per accompagnare pietanze a base di pesce.

L’Aglianico è l’altra star dell’azienda. Anche lui dà vita a due prodotti, entrambi affascinanti.

Partiamo dal rosso, un’ottima annata la 2017, che si rivela in tutta la sua forza.

A livello olfattivo troviamo note di frutti rossi, ciliegia, marasca, ribes. La componente speziata anche è ben presente. Gli 8 mesi di barrique fanno emergere anche dei sentori terziari che devono però ancora evolversi del tutto. All’assaggio è un bel gioco tra durezze e morbidezze. Il tannino è ben presente. Un vino pronto ma che tra qualche anno ci farà sognare ancora di più.

L’altro Aglianico è in versione rosè ed è molto accattivante. I sentori di frutta a bacca rossa e i petali di rosa fanno da apripista ad un assaggio freschissimo e dalla bella sapidità.

Aglianico del Taburno rosato DOCG - Pietrefitte

Per finire troviamo il Piedirosso, un altro vitigno autoctono che affascina sempre. La versione dell’azienda è un vino molto fresco, che offre un tripudio floreale al naso. Al palato è speziato, con un tannino levigato.

La volontà di questa cantina di puntare su vitigni autoctoni e di coltivare in conduzione biologica è sicuramente ciò che ci ha spinto ad approfondirne la conoscenza.

Sono queste le realtà che ci entusiasmano e che ci spingono a conoscere a fondo determinate zone di produzione. Col Sannio andavamo sul sicuro, ma con aziende Pietrefitte abbiamo fatto proprio centro!

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